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Appalti e permute: quando l’attività è lecita?

  • Immagine del redattore: Salvatore Cirilla
    Salvatore Cirilla
  • 27 apr 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 nov 2025

Società con socio unico e amministratore stesso socio, gli viene affidato in appalto da srl agricola lavori di ristrutturazione aziendale con finanziamento. Durante l’esecuzione dei lavori la ditta appaltatrice richiede anticipo di somme poichè i lavori da effettuarsi sono per lo più da affidare a terzi e comportano anticipo di somme. La società agricola non ha immediata liquidità e propone alla società con socio unico la vendita di un suolo edificatorio di uno dei soci della SRL agricola. Detta operazione potrebbe essere attenzionata dalle autorità competenti configurandosi l’istituto del riciclaggio?


La questione sollevata riguarda la legittimità della vendita di un terreno edificatorio da parte di uno dei soci della società agricola alla Rossi srl, nell’ambito di operazioni finanziate dal PSR e dalle disponibilità della società agricola stessa.


La preoccupazione principale è se questa operazione possa configurarsi come riciclaggio di denaro, data la natura del legame tra il socio venditore e l’acquirente.


L’operazione, valutata in modo asettico, non ha natura illegale.


Ma andiamo per ordine,


Innanzitutto, è fondamentale valutare il contesto normativo applicabile.


Il riciclaggio di denaro è disciplinato dal Decreto Legislativo n. 231/2007, che stabilisce che devono essere adottate misure adeguate per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.


Una delle misure chiave include l’identificazione e la verifica dell’identità dei clienti, nonché la segnalazione di operazioni sospette.


Nel caso in esame, occorre verificare le seguenti condizioni:

  • la trasparenza dell’operazione e, cioè, è necessario assicurarsi che la transazione di vendita del terreno sia documentata accuratamente, con la stipula di un contratto di compromesso che specifichi i termini della vendita, incluso il prezzo e le condizioni di pagamento;

  • la verifica dei requisiti urbanistici, verificando che il terreno sia effettivamente edificabile, ottenendo conferma dai competenti uffici urbanistici;

  • la completezza del compromesso, con ciò intendendosi l’esistenza di clausole relative al passaggio definitivo del terreno entro diciotto mesi, a seguito dell’avvenuta destinazione urbanistica;

  • la conformità alla normativa antiriciclaggio, essendo necessario verificare l’identità del socio venditore e la provenienza dei fondi utilizzati per la transazione.


Per quanto riguarda il dubbio sulla configurazione dell’istituto del riciclaggio, è consigliabile adottare una serie di misure preventive, quali:

  • assicurarsi che il socio venditore non abbia precedenti relazioni finanziarie sospette;

  • analizzare tutte le operazioni, al fine di verificare la loro conformità alla normativa vigente;

  • curare attentamente le clausole contrattuali;

  • monitorare attentamente l’evoluzione della transazione e segnalare qualsiasi attività sospetta alle autorità competenti.


In conclusione, la vendita del terreno edificatorio da parte di uno dei soci della società agricola alla Rossi S.r.l. non è di per sé illegale, purché venga eseguita nel rispetto delle normative urbanistiche e antiriciclaggio.


Si consiglia tuttavia di procedere con cautela, adottando tutte le misure necessarie per garantire la trasparenza e la legalità dell’operazione.


Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it

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