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Carico di lavoro modificato: come tutelarsi?

  • Immagine del redattore: Salvatore Cirilla
    Salvatore Cirilla
  • 25 mag 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 nov 2025

Sono un operatore ecologico, svolgo alcuni servizi tra qui il porta a porta. Circa due mesi fa l azienda decide di non farci più lavorare in due ma da soli, ma effettuando i percorsi precedenti, con evidente impossibilità da parte nostra a coprire tutto il tragitto nei medesimi tempi. L’azienda ha cominciato a sanzionarci. Come ci dobbiamo comportare?


Per quanto riguarda la situazione descritta, è fondamentale analizzare alcuni aspetti chiave in riferimento alla normativa vigente in materia di lavoro.


L’azienda ha l’obbligo di rispettare le condizioni contrattuali stabilite nel contratto individuale di lavoro o nei contratti collettivi applicabili.


Modificare unilateralmente le modalità di esecuzione del lavoro, come la riduzione del numero di operatori per ciascun turno, può configurarsi come una violazione di tali condizioni, se non adeguatamente concordata con i lavoratori o i loro rappresentanti sindacali.


Inoltre, la decisione di implementare un sistema di turnazione, riducendo il numero di operatori e imponendo un modello di lavoro da mono-operatore, deve essere compatibile con il rispetto della normativa in materia di orario di lavoro.


Laddove i percorsi siano troppo lunghi e richiedano straordinari non concordati o non compensati, l’azienda potrebbe trovarsi in violazione del D.Lgs. 66/2003 (normativa sull’orario di lavoro).


È necessario che l’azienda valuti attentamente la distribuzione dei carichi di lavoro, assicurandosi che siano adeguati e sostenibili entro i limiti orari previsti.


L’azienda ha il diritto di impartire ordini di servizio, purché siano ragionevoli e proporzionati, e che non impongano al lavoratore condizioni onerose o irrealizzabili.


Tuttavia, le lettere disciplinari emesse per mancato completamento dei giri, senza che siano stati apportati adeguamenti nei percorsi per riflettere la nuova modalità mono-operatore, potrebbero risultare illegittime.


Il lavoratore può impugnare tali provvedimenti disciplinari, dimostrando l’insostenibilità delle richieste avanzate dall’azienda.


L’azienda ha l’obbligo di consultare il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e di rivedere la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008, ogni volta che vengono introdotte modifiche rilevanti nell’organizzazione del lavoro.


Infatti, la decisione di passare al sistema mono-operatore e di modificare la turnazione potrebbe richiedere una nuova valutazione dei rischi, soprattutto se tali cambiamenti incidono sulla sicurezza e salute dei lavoratori.


Per tali ragioni, consiglio di:

  • documentare in dettaglio le condizioni dei percorsi, il carico di lavoro e le ore straordinarie necessarie per completare i giri;

  • coinvolgere il RLS per verificare la conformità delle modifiche apportate dall’azienda alla normativa sulla sicurezza;

  • richiedere un confronto con l’azienda, preferibilmente mediato dai rappresentanti sindacali, per ridiscutere la distribuzione dei carichi di lavoro e i percorsi giornalieri;

  • in caso di sanzione disciplinare, impugnare il provvedimento tramite legale.


Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it

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