Debiti coerede: come preservare asse ereditario?
- Salvatore Cirilla
- 8 mar 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 nov 2025
Avrei bisogno di preservare una futura eredità dai debiti di mio fratello. Possiamo far scrivere un testamento in cui nostra madre lascia i beni a me e mio fratello rinuncia? In passato, io e mia madre, ci siamo trovati a vendere un locale commerciale per estinguere un mutuo che mio fratello aveva. Possiamo fare riferimento a quei pagamenti? Mio fratello sta avviando una procedura di sovraindebitamento. Può questo causare problemi? Devo essere coinvolto?
In merito alla Sua domanda riguardante la preservazione di una futura eredità dai debiti di Suo fratello, posso confermare quanto segue.
Non è possibile far rinunciare il fratello all’eredità quando il de cuius è ancora in vita a causa del divieto dei patti successori.
La legge italiana, infatti, non permette di stipulare accordi o patti riguardanti una futura eredità, poiché tali atti sono considerati nulli.
Pertanto, qualsiasi rinuncia all’eredità deve avvenire solo dopo l’apertura della successione.
Per quanto riguarda la vendita del locale commerciale in passato, le somme ricavate da tale vendita possono essere considerate come parte dell’eredità già ricevuta da Suo fratello.
Questo è possibile per il tramite dell’istituto della riunione fittizia dei beni ereditari.
Questo strumento giuridico permette di ricostruire idealmente il patrimonio del defunto, includendo anche i beni che sono stati donati in vita, al fine di calcolare la legittima e verificare se le disposizioni testamentarie siano state rispettate.
In tal modo, si può garantire che i creditori di Suo fratello non possano rivendicare i beni ereditari, poiché la riunione fittizia permette di considerare le donazioni come parte dell’eredità già distribuita.
Stesso discorso andrà fatto per la parte di valore dell’immobile che Lei ha concesso al fratello al momento dell’operazione immobiliare.
Infatti, in tal caso, Lei potrà al momento dell’apertura della successione far valere quell’operazione come Suo credito nei confronti del fratello e quindi compensare il rapporto di dare/avere.
Non farei, però, rientrare il Suo credito nella procedura di sovrindebitamento avviata da Suo fratello, in quanto – se accolta – comprimerebbe di molto il Suo credito, danneggiandola inutilmente.
Sarebbe molto più utile, come anticipato, sfruttare tale credito al momento dell’apertura della successione.
A tal proposito sarebbe sicuramente utile far firmare al fratello un riconoscimento di tale debito, che un domani non possa quindi disconoscere.
Al contempo, farei redigere alla mamma un testamento dove descrive tutto quello donato in vita al fratello al fine di giustificare il motivo per cui Lei riceve di più all’atto della morte; così da eliminare qualsiasi rischio di una potenziale azione di riduzione futura da parte del fratello.
Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it




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