Disdetta affitto: quali limiti?
- Salvatore Cirilla
- 27 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 nov 2025
Vorrei capire come dare disdetta per un affitto, e se posso farlo. Si tratta di un contratto con formula 4+4, però la parte scritta all’interno del contratto non mi è chiara, e non capisco se posso effettivamente dare disdetta o se sono vincolato a continuare (cosa che mi pare strana, però è la mia prima esperienza come inquilino). Non ho motivi gravi per andarmene, voglio semplicemente cambiare casa.
In merito alla possibilità di dare disdetta a un contratto di locazione di tipo 4+4, occorre fare preliminarmente richiamo all’articolo 3 della legge n. 431 del 9 dicembre 1998, che disciplina i contratti di locazione ad uso abitativo.
Tale normativa prevede che l’inquilino abbia la facoltà di recedere dal contratto prima della sua naturale scadenza, purché rispetti le condizioni stabilite nel contratto stesso e comunichi la propria volontà al locatore con un preavviso di almeno sei mesi, salvo diversa pattuizione.
Il recesso può essere comunicato mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro mezzo che garantisca la prova dell’avvenuta ricezione da parte del locatore.
È essenziale che la comunicazione sia chiara e indichi la volontà di recedere dal contratto, specificando la data dalla quale si intende terminare il rapporto locativo.
Nel caso in cui il contratto preveda clausole specifiche che limitino o condizionino la facoltà di recesso e/o disdetta, è necessario verificarne la conformità alle disposizioni di legge e alla giurisprudenza consolidata.
Ulteriormente, la facoltà di recesso per “gravi motivi” è disciplinata dal medesimo articolo 3 della legge n. 431/1998.
Nel contratto da Lei allegato si specifica che Lei può procedere al recesso solo in caso di gravi motivi.
I gravi motivi che giustificano il recesso dal contratto di locazione sono generalmente eventi sopravvenuti, imprevedibili e tali da rendere particolarmente gravosa per l’inquilino la prosecuzione del rapporto locativo.
Tra i casi più comuni si annoverano trasferimenti lavorativi obbligatori, licenziamenti, gravi condizioni di salute proprie o dei propri familiari conviventi, o altre situazioni che comportano difficoltà economiche o logistiche significative.
Tali motivazioni devono essere adeguatamente documentate dall’inquilino, al fine di evitare contestazioni da parte del locatore.
Per quanto Lei non abbia “gravi motivi” da indicare, il mio consiglio è quello di includere nella comunicazione di recesso ogni elemento utile a comprovare la sussistenza dei gravi motivi, come certificazioni mediche, comunicazioni aziendali o altri documenti pertinenti.
Diversamente, sarebbe molto difficile, in caso di assenza di accordo con il locatore, ottenere la risoluzione del contratto.
Tuttavia, potrebbe fare un primo passaggio “informale” con il proprietario per vedere la sua inclinazione in tal senso.
Diversamente, si valuterà come costruire un grave motivo intorno alla volontà di recesso.
Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it
