Mobilità P.A.: come ottenerla?
- Salvatore Cirilla
- 13 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 nov 2025
Sono un’infermiera dipendente di un’azienda ospedaliera universitaria a tempo indeterminato. Vorrei cortesemente sapere le diverse modalità per chiedere trasferimento tramite altra azienda ospedaliera pubblica, senza alcun bando di mobilità. Ho provato in passato con la mobilità per compensazione ma il mio dirigente ha rigettato la domanda. Non ho limitazioni al lavoro. Ho un master in infermieristica di famiglia e vorrei spostarmi sul territorio. Come?
Per quanto concerne la Sua richiesta, è importante sottolineare che l’istituto della mobilità all’interno della pubblica amministrazione, sia essa volontaria o compensativa, è disciplinato dal Decreto Legislativo n. 165/2001, art. 30.
In assenza di un bando di mobilità o di un accordo tra le aziende ospedaliere interessate, le possibilità di trasferimento dipendono prevalentemente dalla disponibilità delle amministrazioni a consentire lo scambio o l’accoglimento di una domanda di mobilità straordinaria.
Nel Suo caso specifico, considerato che ha già tentato la via della mobilità per compensazione senza successo, potrebbe valutare altre opzioni.
Una possibile strategia è presentare una domanda di trasferimento diretto, motivandola con la necessità di valorizzare le competenze acquisite con il Suo master in infermieristica di famiglia e comunità.
Tale argomentazione potrebbe essere supportata da un progetto professionale che evidenzi come il Suo trasferimento possa apportare benefici tangibili alla struttura ospedaliera di destinazione.
In alternativa, potrebbe esplorare la possibilità di un comando o distacco temporaneo presso l’azienda ospedaliera di interesse, strumento che consente al dipendente di prestare servizio in un’altra amministrazione per un determinato periodo di tempo, rimanendo nel frattempo inquadrato nella propria posizione di ruolo.
È fondamentale sottolineare che tutte le modalità proposte, inclusa la mobilità straordinaria e il comando o il distacco temporaneo, non impongono obblighi alla pubblica amministrazione per accettare la richiesta.
Pertanto, la chiave per aumentare le possibilità di successo risiede nella capacità di convincere l’ente ospedaliero destinatario tramite un progetto ben strutturato e avvalorato.
Tale progetto dovrebbe evidenziare quanto il trasferimento possa generare un valore aggiunto, sia in termini di efficienza operativa sia in termini di sviluppo delle competenze professionali, per l’amministrazione che accoglie la domanda.
Purtroppo, sono solo alcune le circostanze particolari in cui la Pubblica Amministrazione è tenuta ad accettare un trasferimento; per esempio, ciò può avvenire in presenza di specifiche disposizioni legislative, come nei casi di ricongiungimento familiare per il personale delle Forze Armate o della Polizia di Stato, disciplinato da norme che tutelano il diritto alla coesione familiare, oppure motivazioni di salute documentate da certificazioni medico-legali che attestino l’incompatibilità della sede di lavoro con le condizioni di salute del dipendente (legge 104), o in situazioni previste da contratti collettivi nazionali di lavoro che regolano particolari diritti di trasferimento che, a quanto pare, nella fattispecie non sono presenti.
Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it




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