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Reati familiari: come difendersi?

  • Immagine del redattore: Salvatore Cirilla
    Salvatore Cirilla
  • 29 giu 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 nov 2025

Salve, ho problemi seri con i miei genitori. Sono puntualmente aggredito, insultato e molestato dagli stessi e non riesco a trovare una via d’uscita. Non ho più neanche una privacy essendo la mia camera puntualmente violata dai loro continui accessi. Sono maggiorenne, ma non ho la possibilità economica di lasciare l’immobile. Cosa posso fare?


La descrizione che Lei ha fornito in merito agli episodi di violenza fisica e psicologica subiti da parte dei Suoi genitori configura potenzialmente diverse fattispecie di reato, tra cui:

  • maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 del Codice Penale che punisce chiunque maltratti una persona della famiglia o convivente con comportamenti abituali lesivi della dignità e dell’integrità fisica e morale;

  • lesioni personali di cui all’art. 582 del Codice Penale, applicabile nel caso delle violenze fisiche da Lei descritte;

  • diffamazione di cui all’art. 595 del Codice Penale, in riferimento alle ingiurie nei Suoi confronti che possono essere comunicate anche a terzi.


In tal senso, Le consiglio di considerare la possibilità di sporgere querela presso la Procura della Repubblica o i Carabinieri, fornendo tutta la documentazione medica e altre prove utili (testimonianze, registrazioni, ecc.), al fine di avviare un’indagine e garantire una risposta giudiziaria appropriata.


Nel caso descritto, la querela costituisce l’arma più appropriata per affrontare e interrompere la spirale di violenze e soprusi, e per riappropriarsi della propria dignità e serenità.


Inoltre, la querela Le permette di avviare misure preventive volte a garantire la Sua sicurezza, in quanto il Tribunale può disporre misure cautelari come l’allontanamento dei genitori violenti dall’abitazione condivisa o il divieto di avvicinamento.


Passando agli altri aspetti del Suo racconto, le intrusioni nella Sua camera, l’invasione continua del Suo spazio personale e i comportamenti volti a minare la Sua privacy e dignità violano il diritto fondamentale al rispetto della vita privata e familiare, sancito dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.


Tali condotte possono integrare un ulteriore profilo di tutela legale.


Oltre agli strumenti penali, vi sono rimedi civili che potrebbero aiutarLa a migliorare la situazione abitativa.


Ai sensi dell’art. 342-bis e dell’art. 342-ter del Codice Civile, Lei può ottenere la misura di allontanamento nei confronti dei Suoi genitori presso il Tribunale Civile.


In particolare, è possibile richiedere l’allontanamento dei genitori dall’abitazione condivisa qualora venga dimostrato che i loro comportamenti rendano insostenibile la convivenza e costituiscano un grave pregiudizio per la Sua sicurezza e serenità.


Il provvedimento di allontanamento può essere richiesto mediante ricorso al Tribunale Civile, supportato da una documentazione dettagliata che evidenzi le condotte violente e le ripercussioni subite.


È fondamentale presentare prove tangibili, come referti medici, testimonianze o registrazioni, che attestino la gravità della situazione.


Il Tribunale può altresì disporre il divieto di avvicinamento alla Sua persona, estendendolo eventualmente anche ai luoghi frequentati abitualmente, inclusa l’attuale abitazione.


L’aspetto legale deve integrarsi con il supporto di professionisti adeguati, come medici legali e psicologi, che possono contribuire a fornire una visione complessiva delle ripercussioni delle violenze sulla Sua salute fisica e mentale.


Questi elementi risultano essenziali per rafforzare la Sua posizione e garantire una risposta giuridica che tenga conto delle Sue esigenze personali.


Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla su laleggepertutti.it

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